Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti


I pomeriggi formativi OPPI – Ottobre / Dicembre 2014

tenuto da da 15/10/2014 a 03/12/2014
I pomeriggi formativi OPPI – Ottobre / Dicembre 2014

Come l’anno passato, OPPI organizza brevi incontri gratuiti per presentare gli elementi essenziali di alcune delle tematiche su cui si sviluppa al sua ricerca-azione e la sua attività di formazione.

Gli incontri si terranno dalle 15.00 alle 18.00 presso la sede OPPI in Via Console Marcello 20 a Milano.
La partecipazione è gratuita. È richiesta l’iscrizione.
Ai partecipanti sarà consegnato attestato di partecipazione valido ai fini della formazione. L’organizzazione degli incontri potrà subire modifiche per eventuali problemi organizzativi.

MODULO DI ISCRIZIONE SCARICA IL VOLANTINO

Di seguito l’elenco con gli approfondimenti – Cliccare sul titolo per espandere la descrizione

OTTOBRE


[accordion-item title=”15 ottobre – Per una didattica multidisciplinare – a cura di Adalberto Codetta e Abele Bianchi”]
Dal 1964 Bob Dylan canta The times they are a-changing. Può succedere che i profeti non siano del tutto consapevoli della portata delle loro profezie. Infatti cinquanta anni fa fu scoperta la radiazione cosmica di fondo (CMBR) che prova la teoria del “Big Bang” formulata da George Lamaitre nel 1927, utilizzando le equazioni della relatività einsteniana. Questa teoria, che non era stata fino ad allora presa in considerazione dalla comunità scientifica, è ora ampiamente riconosciuta e con essa si è in grado di misurare l’età del nostro universo: 13,7 miliardi di anni.

Siamo in presenza di un profondo cambiamento della visione cosmologica che si accompagna all’enorme sviluppo delle conoscenze sulla storia dell’universo, delle stelle, della terra, della vita maturato negli ultimi 50 anni. L’uomo è riuscito a ricostruire una storia immensamente più grande della sua. Si è consapevoli che attraverso studi costruiti intorno alla singole discipline non è più possibile avere un’adeguata visione della storia dell’uomo, delle sue conoscenze, del suo impatto sulla terra e, conseguentemente sul suo futuro. In generale si ritiene che l’insegnamento frammentato per discipline non consenta più di conferire senso e di interpretare la crescente complessità del mondo contemporaneo.
Big History è un movimento accademico emergente che esamina in un quadro unitario la storia dal Big Bang al presente. Facendo uso di approcci multidisciplinari, combinando in particolare le discipline umanistiche e quelle scientifiche costruisce cornici di lungo periodo in cui esplora l’esistenza umana nel contesto grandi rappresentazioni. Nella storia dell’universo ha individuato otto soglie di complessità che costituiscono altrettante tappe della sua evoluzione. 1) Il Big Bang 2) L’accensione delle stelle 3) La formazione di nuovi elementi chimici 4) La nascita della terra e dei sistemi solari 5) L’emergere della vita 6) L’apprendimento collettivo degli umani 7) L’origine dell’agricoltura 8) La rivoluzione moderna. Vi sono decine di università Statunitensi, Australiane, Inglesi, Olandesi, Giapponesi, in cui Big History è insegnata in corsi semestrali. Da qualche anno vi sono esperienze anche nelle scuole di lingua inglese che si avvalgono anche di un corso multimediale proposto da “Bill & Melinda Gates Foundation” (https://www.bighistoryproject.com/home ) la quale mette anche a disposizione un notevole software che consente all’utente di collocare e rappresentare eventi oggetto del suo studio all’interno della storia dell’universo (http://www.chronozoom.com). Sono in via di pubblicazione interessanti documentari.
Nell’incontro verranno esaminate le caratteristiche culturali e metodologiche che emergono dai testi multimediali prodotti da questo movimento. Verrà valutata e discussa la possibilità di sperimentare nelle scuole italiane le ipotesi di lavoro formulate da BH anche alla luce delle opportunità emerse nella II conferenza internazionale della International Big History Association IBHA che si è tenuta a San Rafael (CA) dal 6 al 10 Agosto 2014. L’incontro è rivolto a insegnanti di ogni ordine, disciplina e a soci e collaboratori OPPI.

Obiettivo dell’incontro è la costituzione di un gruppo di ricerca interessato a:

  1. sperimentare anche su limitati moduli didattici le ipotesi di lavoro di Big History;
  2. sperimentare moduli CLIL che utilizzino testi di Big History in lingua inglese;
  3. studiare le esperienze internazionali già in atto e formulare ipotesi di attuazione nelle scuole Italiane.

[/accordion-item]

[accordion-item title=”22 ottobre – Le competenze nella scuola del terzo millennio – a cura di Abele Bianchi”]
Con il DPR 275/1999 (Regolamento dell’Autonomia Scolastica) e la riforma degli Esami di Maturità dello stesso anno, il termine “Competenza”, pur con molte difficoltà e incertezze, è comparso nel lessico del sistema Istruzione. Nel febbraio 2004, a norma dell’articolo 1 della legge n. 53 del 2003, uscì il decreto legislativo n. 59 che, nell’allegato A, istituì il Portfolio delle Competenze individuali, primo passo verso un nuovo modo di fare didattica.
Ma è con la raccomandazione europea del 2006 (relativa alle Competenze chiave per l’apprendimento permanente) che le scuole italiane hanno iniziato a porsi il problema che, negli anni successivi, venne proposto con caratteristiche prescrittive alle Istituzioni Scolastiche Autonome dalla legge 169 del 2008, dal DPR 122 del 2009, dalla Riforma della Scuola Secondaria di Secondo grado e dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo. Il Curricolo, infatti, è strettamente correlato alle Competenze in quanto oggetto centrale della progettazione didattica.
In questo incontro, dopo un breve excursus storico, si parlerà di significati legati alle Competenze, di progettazione e programmazione didattica nel quadro del Curricolo verticale (Curricolo di Istituto) e di Valutazione delle Competenze.
[/accordion-item]

[accordion-item title=”29 ottobre – Le potenzialità della LIM: strumenti e metodologie – a cura di Michela Ferrari”]
Rivolto a insegnanti e educatori che intendano acquisire una prima conoscenza delle strumentazioni e delle metodologie di base delle LIM.
L’incontro è finalizzato a presentare e valorizzare le potenzialità dello strumento in ambito didattico, fornendo le principali strategie d’uso e applicazioni didattiche.
Verrano mostrati alcuni esempi sperimentati nella pratica didattica.
Durante l’incontro sono previste alcune esercitazioni pratiche.
[/accordion-item]

NOVEMBRE – MODULO DI ISCRIZIONE SCARICA IL VOLANTINO


[accordion-item title=”5 novembre – A che gioco giochiamo? – a cura di Carlo Molteni”]
Gioco sociale e gioco patologico: conoscere per prevenire
Come è noto, il GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO si sta estendendo nella nostra società. Si tratta di una patologia, il Gambling Disorder, ultimamente inserita tra le dipendenze senza sostanza nel DSM V (2013).​

Ne sono coinvolti anche i giovanissimi, come emerge da una recente ricerca dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), presentata al congresso internazionale di Pediatria a Marrakech dell’aprile 2014.

Per i minorenni il gioco è sempre più un’abitudine: tra i 10 e 17 anni il fenomeno coinvolge ben 800mila adolescenti: uno su cinque. A questo si aggiunge il fatto che un genitore sul tre non è al corrente.

Che cosa può fare in questo scenario la scuola?

Nell’incontro il dr. Carlo E. L. Molteni, Counselor Filosofico SICOF e Logoanalista esistenziale ISUE, già docente nelle scuole medie inferiori e superiori, parlerà di:
• gioco responsabile e patologico;
• Gambling Disorder (DSM V);
• slot machine, pubblicità e giovanissimi; sintomi, cause e prevenzione; risorse sul territorio e on-line.

Ad esso potranno eventualmente seguire, a seconda delle esigenze dei partecipanti, altri tre incontri specifici di coprogettazione guidata, di consulenza e di verifica per gli insegnanti che vorranno costruire un’unità didattica sul gioco, da tenersi in sede OPPI oppure da organizzare nelle singole scuole che lo richiederanno.
[/accordion-item]

[accordion-item title=”12 novembre – Dall’autovalutazione di istituto alla valutazione di sistema – a cura di Abele Bianchi”]
La Valutazione del Servizio Pubblico e, in particolare, quello legato alla Formazione e all’Istruzione, è un problema annoso rispetto al quale ci sono sempre state fortissime resistenze da parte di chi è chiamato ad offrire un servizio efficiente e sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini. Per quanto concerne il Sistema Scolastico Europeo, Eidith Cresson, nel suo libro bianco del 1995, pose, più o meno esplicitamente, il problema della qualità della Scuola. Nel 2000 il Consiglio europeo straordinario di Lisbona approvò il documento: “Verso un’Europa dell’innovazione e della conoscenza”, meglio nota come Strategia di Lisbona. Molte altre Raccomandazioni europee seguirono negli anni successivi. In Italia il concetto di Valutazione di sistema si pose, in modo pressante, con l’Autonomia Scolastica, ma già qualche anno prima sorsero in alcune regioni italiane i Poli della qualità. L’obbligatorietà per le scuole di mettere in atto processi di autovalutazione venne introdotta dalla direttiva n. 85 del dicembre 2012 e dalla nuova direttiva già predisposta dal MIUR e in via di pubblicazione.

In questo incontro, dopo aver affrontato come si è sviluppata negli anni la Cultura della Valutazione, verrà affrontato il problema dell’Autovalutazione delle Scuole e della Valutazione esterna, attraverso i seguenti punti:
a) il portale Scuola in Chiaro;
b) lo sviluppo del Processo di Autovalutazione;
c) la raccolta dati mediante: il questionario C.A.F., le prove INVALSI, altri questionari.
Verranno inoltre fornite indicazioni sull’Autoanalisi di Istituto e sulla stesura del Rapporto di Autovalutazione.
[/accordion-item]

[accordion-item title=”26 novembre – Prendersi cura di sè – a cura di Carlo Molteni”]
Il Counseling Filosofico di gruppo per la promozione del ben-essere professionale e la prevenzione dello Stress Lavoro-Correlato

Prendersi cura degli allievi, curare la didattica, interagire con i genitori, relazionarsi con i colleghi ed il personale non docente… ma chi si prende cura degli insegnanti?

Eppure le helping professions sono tra i lavori più usuranti, non tanto dal punto di vista fisico quanto per lo Stress Lavoro-Correlato.
La “Prima indagine sui comportamenti violenti a scuola” riferisce che l’11% degli insegnanti dichiara “di sentirsi emotivamente così sfinito dal proprio lavoro da provare stanchezza quando si alza la mattina e deve affrontare un’altra giornata lavorativa” (Cittadinanza attiva, SCA 2008 p.36).

Da qui discende la proposta di un percorso formativo interattivo, già sperimentato in molte edizioni di primo livello e di secondo livello.

Più si fa formazione meno si rischia che il distress degeneri in Burn-out con esaurimento, perdita di interesse per il lavoro, caduta di motivazioni, senso di impotenza, spesso anche sintomi psicosomatici.
Ciò è in accordo con il Testo Unico sulla tutela della salute dei lavoratori, (D. Lgs. n. 81/08) che all’art. 28 contempla la prevenzione e il contrasto dello S.L.C., anche mediante un’adeguata formazione e informazione.

Nell’incontro si presenteranno le Pratiche Filosofiche e la Filosofia Preventiva, illustrando lo S.L.C. e il Burn-out e proponendo orientamenti in merito alla salute e alla prevenzione, nonché gli esiti dei percorsi formativi già effettuati.

Potranno eventualmente seguire, in base alle esigenze dei partecipanti, altri quattro incontri specifici, da tenersi in sede centrale oppure da organizzare nelle singole scuole che lo richiederanno.

A cura di Carlo E. L. Molteni
(Counselor Filosofico SICOF, Logoanalista esistenziale ISUE, già docente nelle scuole medie inferiori e superiori)
[/accordion-item]

DICEMBRE – MODULO DI ISCRIZIONE SCARICA IL VOLANTINO


[accordion-item title=”3 dicembre – Piani personalizzati e P.A.I – a cura di Anna Restelli e Luigi Gilberti”]
Piano Annuale Inclusione e Piani Personalizzati

L’incontro, a cura dell’equipe di OPPI che da anni si occupa della didattica delle classi con alunni con Bisogni Educativi Speciali, si propone di fornire gli elementi teorici essenziali e alcuni spunti operativi per l’elaborazione del PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIONE e i PIANI PERSONALIZZATI.
[/accordion-item]

Condividi:

Pin It

iscriviti alla newsletter