Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti


Nuove proposte formative

Nei suoi cinquant’anni di attività la nostra Associazione ha contribuito alla formazione di più di 70mila utenti, in buona parte insegnanti, accompagnando nel tempo, e spesso anticipando, le necessità formative che i cambiamenti della scuola richiedevano.

Le tematiche che oggi ci sono prevalentemente richieste sono quelle che coinvolgono i piani di miglioramento delle scuole: progettare e valutare per competenze, la didattica inclusiva, l’utilizzo delle TIC, oltre a molte altre che puoi comunque trovare alla pagina del nostro sito, Formazione per la scuola.

In questo momento di rinnovato interesse per la formazione, pensiamo di fare cosa gradita allargando ulteriormente la nostra offerta con altre proposte formative che pensiamo vadano a toccare nuovi bisogni che la realtà complessa della scuola sta facendo emergere.

Le nuove proposte riguardano sia aspetti didattici che sistemici:

La valutazione di sistema

Una delle problematiche oggi rilevante riguarda la qualità formativa offerta dal sistema scolastico. La valutazione di sistema, intesa come strumento per leggere la corrispondenza tra i bisogni formativi e le caratteristiche della risposta educativa, rappresenta una vera e propria risorsa aggiuntiva a disposizione del sistema scolastico per migliorarne l’offerta.

Scopo dell’auto-valutazione è quello di fornire alle scuole chiavi per leggere, sulla base di indicatori condivisi a livello nazionale, la propria realtà, mettendo in luce le aree di eccellenza e quelle di criticità, individuando le relative azioni che delineano un piano di cambiamento.

In sintesi, la valutazione di sistema concorre alla promozione della identità pedagogica, organizzativa, professionale e sociale di ciascuna istituzione scolastica e apre nuovi spazi al miglioramento e all’innovazione.

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L’uso dei problemi e l’utilizzo delle prove INVALSI in matematica

I test INVALSI sono a volte percepiti come oggetti ‘estranei’ alla scuola ‘reale’ e a volte, possono generare critiche e resistenze. Gli esiti delle prove vengono spesso letti in modo esclusivamente quantitativo, meno invece ci si sofferma sull’analisi dei quesiti e sul loro possibile utilizzo in classe.

La lettura dei dati restituiti alle scuole dovrebbe invece essere finalizzata al miglioramento o alla valorizzazione degli elementi positivi rilevati piuttosto che occasione per stilare una classifica.

Le prove nazionali possono essere l’occasione per promuovere all’interno della comunità scolastica una riflessione sulle prassi agite che può portare a ri-progettare le attività in classe e ad individuare le strategie didattiche più efficaci in ambito logico–matematico, evitando così pratiche addestrative finalizzate unicamente al superamento della prova.

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La prevenzione del burnout degli insegnanti

Prendersi cura degli allievi, curare la didattica e il rapporto con i genitori, relazionarsi con i colleghi ed il personale non docente… ma chi si prende cura degli insegnanti? Eppure, le helping professions sono tra i lavori più usuranti, non tanto dal punto di vista fisico quanto per lo Stress Lavoro-Correlato (SLC).

La “Prima indagine sui comportamenti violenti a scuola” riferisce che l’11% degli insegnanti dichiara “di sentirsi emotivamente così sfinito dal proprio lavoro da provare stanchezza quando si alza la mattina e deve affrontare un’altra giornata lavorativa” (Cittadinanza attiva, SCA 2008 p. 36).

Più si fa formazione meno si rischia che il distress degeneri in Burn-out con esaurimento, perdita di interesse per il lavoro, caduta di motivazioni, senso di impotenza, spesso anche sintomi psicosomatici.

Infatti Leiter evidenzia una proporzionalità diretta tra l’incidenza del Burn-out e il tempo intercorso dall’ultimo corso di aggiornamento professionale. Ciò è in accordo con il Testo Unico sulla tutela della salute dei lavoratori, (D. Lgs. n. 81/08) che all’art. 28 prevede che il datore di lavoro prevenga e contrasti gli effetti dello stress lavoro-correlato, anche mediante un’adeguata formazione e informazione.

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L’uso didattico del cinema

Il cinema si può considerare per sua natura un dispositivo pedagogico ed educativo?

La maggior parte degli insegnanti utilizza il cinema a scuola da diversi anni, ma a volte senza valorizzarne appieno quegli aspetti metodologici cruciali nel favorire i processi di apprendimento e di insegnamento.

L’importanza sempre crescente della funzione visiva nello sviluppo di nuove competenze cognitive necessita invece di maggiore considerazione nella realizzazione di percorsi didattici in grado di favorire la crescita e lo sviluppo globale della persona; inoltre, recentemente, il cinema è entrato formalmente nel piano dell’offerta formativa delle scuole (“Protocollo per la promozione del teatro e del cinema nella scuola” tra MIUR e MiBAC, 4/02/2016), affiancando le attività già previste dalle linee-guida della Buona Scuola.

Diviene dunque importante non (sol)tanto saper decidere quale film proporre alla visione degli studenti, né limitare il suo contributo ad una funzione di supporto alla lezione per migliorane la chiarezza, ma anche e soprattutto individuare quali azioni compiere a partire dal film per valorizzarne la dimensione educativa.

Nella didattica quotidiana il cinema può contribuire sia a sostenere gli apprendimenti tradizionali sia a sviluppare quelle competenze di cittadinanza e trasversali che favoriscono lo sviluppo globale della persona e introducono alla complessità del mondo contemporaneo.

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La dimensione interculturale

Le esperienze migratorie hanno avviato una trasformazione antropologica degli spazi in cui si svolge quotidianamente la vita: la scuola è il primo spazio pubblico in cui le differenze si rendono più visibili. Il significativo cambiamento dello scenario socio-religioso evidenzia anche il ruolo strategico della scuola nella evoluzione delle comunità locali, un tempo monoculturali e monoreligiose, in comunità multiculturali e multireligiose.

Il crescente numero di studenti con cittadinanza non italiana è alla base di una duplice esigenza degli insegnanti: acquisire maggiori conoscenze per superare la perdurante semplificazione della complessità culturale e avere a disposizione strumenti operativi idonei per svolgere il proprio ruolo professionale più efficacemente. Si tratta di una sfida quotidiana in cui la rilevante diversificazione delle provenienze si pone come un tratto distintivo della complessità nella gestione delle differenze linguistiche e culturali, in percorsi di inclusione e successo scolastico di tutti gli alunni.

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La prevenzione del gioco d’azzardo patologico

Come è noto, il GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO si sta estendendo nella nostra società. Si tratta di una patologia, il Gambling Disorder, ultimamente inserita tra le dipendenze senza sostanza nel DSM V (2013). Ne sono coinvolti anche i giovanissimi, come emerge da una recente ricerca dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss): 1,2 milioni di minorenni gioca d’azzardo o “investe” la paghetta tra lotterie e bingo. Tra i 7 e i 9 anni sono contagiati – seppur in forme più lievi – 400mila ragazzini, ossia uno su quattro. Tra i 10 e 17 anni aumenta il numero e il livello delle giocate e il fenomeno coinvolge ben 800mila adolescenti: uno su cinque. A ciò si aggiunge il fatto che un genitore sul tre non è al corrente.

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L’approccio ai BES con ICF

Il percorso formativo intende introdurre dirigenti, docenti, operatori di diversi Servizi alle potenzialità che il Profilo di Funzionamento secondo l’ICF offre ai fini della elaborazione dei PEI, della progettazione degli interventi educativi individualizzati, dei progetti e percorsi di orientamento, della valutazione di esito e in generale di un diverso approccio descrittivo della qualità delle persone.

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L’uso didattico del patrimonio artistico e culturale

Negli ultimi anni, molte attività didattiche curriculari ed extracurriculari sono strutturate come laboratori di ricerca.

In questa direzione si muove la didattica per la conoscenza e per la fruizione dei Beni Culturali: il patrimonio culturale è assunto come punto di partenza per sviluppare competenze, saperi e abilità trasferibili e trasversali a diverse discipline, per progettare processi di apprendimento basati su una fruizione ragionata del bene culturale tangibile e intangibile.

I ragazzi, partendo dalle fonti (reperti in originale o in copia e monumenti del territorio), analizzano, interrogano, confrontano, raccolgono dati, comprendono processi tecnologici e creativi, quindi elaborano ed espongono risultati. L’azione didattica, pertanto, può mirare alla conoscenza e al riconoscimento da parte degli studenti del ruolo della cultura e dell’arte, nella pluralità di apporti e interazioni di cui esse si alimentano.

La valenza educativa che la storia dell’arte ha, al di là delle frontiere nazionali, consente la promozione del rispetto di altre culture, del senso civico. In questo senso, le attività proposte, in una logica di laboratorio interdisciplinare, mirano a promuovere attitudini sociali fondamentali quali la comunicazione, il rispetto, la tolleranza, l’apertura agli altri, la creatività e lo spirito di gruppo da parte degli studenti.

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La realtà aumentata

Lo sviluppo dei dispositivi portatili (mobile device, siano essi laptop, smartphone o tablet) e delle differenti tecnologie digitali, che unificano il mondo di tutti i giorni con l’informazione virtuale, hanno permesso di realizzare delle apps di realtà aumentata facilmente disponibili che stanno entrando a far parte del nostro quotidiano e che permettono di fruire di informazioni digitali attraverso la manipolazione di oggetti reali. Le fotocamere e gli schermi presenti nella maggioranza degli smartphones e negli altri dispositivi portatili, sono ormai strumenti pensati e creati per svolgere anche il compito di “fondere” i dati del mondo reale con quelli virtuali.

La AR oggi raffigura un concreto progresso destinato a integrare e modificare la nostra quotidianità in tutti gli ambiti e settori della attività umana e naturalmente anche nell’ambito educativo (e-learning). La Realtà Aumentata è ormai classificata tra le tecnologie emergenti ed è destinata ad entrare a far parte di un utilizzo collettivo nella vita di tutti i giorni e ha pertanto un potenziale unico e promettente per unificare le attività del mondo reale e le esperienze digitali, consentendo a tutti gli utenti (alunni e docenti) di impegnare la loro immaginazione e stimolare la creatività. L’utilizzo dell’AR sui dispositivi mobili moderni permette di potenziare e favorire le attività creative del mondo reale, sostenere l’istruzione, e aprire nuove possibilità di interazione.

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Le diverse dimensioni del Piano Nazionale Scuola Digitale

Il Piano Nazionale Scuola Digitale si propone di sviluppare la costruzione di una visione di Educazione aggiornata all’era digitale. La tecnologia entra al servizio dei docenti e degli studenti per facilitare il processo di insegnamento ed apprendimento per competenze, per supportare l’apprendimento collaborativo e la creazione di ambienti di apprendimento funzionali e disponibili “anywhere and everywhere”.

Tutti i docenti che già praticano l’insegnamento per problemi ed una didattica attiva e laboratoriale, riconoscendo l’alunno come soggetto attivo nel proprio processo di apprendimento, possono trovare valido supporto nell’utilizzo dl Cloud e delle numerose applicazioni digitali oggi reperibili in rete e così potenziare l’efficacia didattica e facilitare il monitoraggio e la valutazione degli apprendimenti.

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La didattica digitale per nuovi ambienti di apprendimento

Perché le tecnologie vengano utilizzate nel pieno delle proprie funzionalità è opportuno sfruttarne le peculiarità e mettere a frutto le caratteristiche per le quali sono state studiate, valorizzandone anche le potenzialità inclusive, all’interno di una didattica flessibile e personalizzata. Diversamente, il rischio è quello di forzare l’uso di nuovi strumenti in pratiche tradizionali che non acquistano nessun valore aggiunto.

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Problemi ricchi per costruire competenze in matematica

Ambiente ideale per la costruzione di competenze in matematica è il problema. Spesso però i problemi scolastici richiedono un’unica strategia, ammettono un unico risultato, non stimolano l’allievo ad appropriarsi della situazione problematica e ad esplorarla, sono dati in contesti poco familiari ai ragazzi e quindi meno motivanti perché essi si attivino in prima persona.

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Tutte le proposte si avvalgono di nostri formatori qualificati o, nel caso di alcune tematiche specialistiche,  di esperti dei quali possiamo garantire l’alta professionalità e competenza.

Ai partecipanti verrà rilasciato attestato di partecipazione utile ai fini dell’obbligo formativo.

Le stesse proposte sono state inviate a tutti i Dirigenti Scolastici, ma, nel caso non vengano organizzate all’interno del piano formativo del tuo Istituto o del tuo Ambito territoriale, è possibile, come già accaduto, che gruppi di insegnanti si organizzino autonomamente, anche presso la propria scuola, utilizzando la carta elettronica per la formazione.

Per informazioni, puoi contattarci via mail ([email protected]) o telefonicamente 02 33001387.

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