Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti


Codice Etico

Ente con personalità giuridica DPR 19.10.1977, n. 1001 Registro persone giuridiche Prefettura di Milano n. 234

Il presente codice etico riformula in termini di principi le pratiche sociali consolidate in OPPI che ispirano sia i rapporti interni tra i soci, sia quelli relativi ai propri “portatori di interessi”, quali la Pubblica Amministrazione, i dipendenti, i collaboratori esterni, i fornitori, le associazioni e la comunità locale, con i quali si instaurano relazioni attinenti ai servizi prodotti e ai relativi finanziamenti nel quadro dei diritti, degli obblighi e delle relative responsabilità.

I principi etici di riferimento sono:
•l’onestà, l’ente si impegna a far sì che i rapporti con tutti i portatori di interesse, a tutti i livelli, siano caratterizzati

da comportamenti corretti, collaborativi, leali e di reciproco rispetto;
•la legalità, l’ente si impegna al rispetto di tutte le normative sia nazionali che internazionali e di tutte le prassi

generalmente riconosciute, inoltre ispira le proprie decisioni e i propri comportamenti alla cura dell’interesse

pubblico affidatogli;
•la trasparenza, l’ente si impegna ad operare con criteri di chiarezza in modo da non favorire singoli gruppi di

interesse o individui a scapito di altri;
•la responsabilità verso la collettività, l’ente intende operare nel rispetto delle comunità locali e nazionali al fine di

ottenere un miglioramento della propria reputazione e legittimazione ad operare.

Le disposizioni che contiene costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi generali di diligenza e fedeltà il cui adempimento è richiesto dalla legge ai prestatori di lavoro (artt. 2104 e 2105 cod. civ.) e degli obblighi di correttezza e buona fede il cui adempimento è richiesto ai collaboratori a qualsiasi titolo (artt. 1175 e 1375 cod. civ.).Gli articoli citati recitano come segue.

Articolo 2104 c.c.(Diligenza del prestatore di lavoro).
Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall’interesse

dell’impresa e da quello superiore della produzione nazionale.
Deve inoltre osservare le disposizioni per l’esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall’imprenditore e

dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende. Articolo 2105 c.c.(Obbligo di fedeltà).

Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

Articolo 1175 c.c.(Comportamento secondo correttezza).
Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza.

Articolo 1375 c.c.(Esecuzione di buona fede).
Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede.

L’associazione ha verificato e migliorato la funzionalità del proprio modello di organizzazione, gestione e controllo allo scopo di renderlo adatto a prevenire comportamenti vietati dalle norme di legge e in particolare tali da porre in essere le fattispecie di reato previste dal D. Lgs 231/2001 e si è dotata dell’organo competente di vigilanza.

Questo codice etico esprime gli obblighi deontologici che ciascuna componente dell’organizzazione è tenuta ad assumere nell’esercizio della responsabilità personale e nella gestione delle operazioni messe in atto in relazione al proprio ruolo ad ogni livello e funzione.

Tali obblighi possono essere descritti come distinti in due ambiti:

A. rispetto all’organizzazione:

1. conoscere e contribuire alla realizzazione della mission dell’associazione;
2. conoscere i documenti fondamentali: lo Statuto, il Regolamento attuativo, il Piano per la sicurezza, il Sistema di protezione dei dati personali, il Modello organizzativo adottato in base al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 ed il presente Codice etico;
3. conoscere la struttura organizzativa, i ruoli e le funzioni impegnati nella sua gestione, rispettarne le prerogative;

4. conoscere le procedure definite per la gestione delle attività dell’associazione, rispettarne le indicazione e i vincoli e contribuire a migliorarle;
5. collaborare all’azione di sorveglianza e controllo fornendo le informazioni di sua conoscenza su qualsiasi atto o fatto posto in essere da soggetti, operanti a qualsiasi titolo nell’ambito dell’associazione, suscettibili di arrecare danno all’immagine o al patrimonio della stessa.

B. rispetto alle attività

Regole di comportamento

•Rispettare tutte le leggi e i regolamenti vigenti in Italia, nell’Unione europea e nei paesi in cui l’associazione opera.

•Curare che le informazioni e i dati che vengono legittimamente esibiti e diffusi siano veritieri, completi e trasparenti

•Tutelare i dati personali di cui si viene a conoscenza secondo le modalità previste dal Sistema di protezione dei dati personali costruito dall’Associazione

•Predisporre e garantire condizioni di lavoro che siano rispettose della dignità e dell’integrità della persona. •Segnalare ed evitare situazioni personali di conflitto di interesse.
•Presentarsi verso le istituzioni e gli utenti dei servizi offerti dall’associazione adottando un atteggiamento

(nell’abbigliamento, nel linguaggio, nei modi) che sia rispettoso della sensibilità di ciascuno.

Comportamenti vietati

•Adottare comportamenti contrari alla legge o che possano diventarlo.
•Utilizzare informazioni acquisite in occasione dell’esercizio delle proprie funzioni per scopi non connessi all’esercizio

stesso.
•Offrire, sollecitare, accettare denaro, beni, servizi o benefici di qualsiasi genere nei rapporti tra l’associazione ed i terzi

con cui si trova ad operare.
•Influenzare l’andamento delle trattative con la Pubblica Amministrazione attraverso l’offerta di favori, di doni oppure

aderire a pressioni illecite da parte di pubblici amministratori per ottenere vantaggi a favore di terzi,

dell’associazione o personali.
•Destinare somme ricevute dalla Pubblica Amministrazione a titolo di erogazioni,contributi o finanziamenti a scopi

diversi da quelli per cui sono stati erogati.
•Emettere richieste di acquisto che non trovino riscontro in specifiche e motivabili esigenze dell’ente e che non siano

autorizzate in base alle deleghe conferite.
•Riconoscere compensi a consulenti e fornitori che non trovino giustificazione in relazione al tipo di incarico da

svolgere e ai prezzi di mercato

Il Consiglio di amministrazione si impegna a:

  1. far conoscere ai soci, ai collaboratori e al personale dipendente il modello organizzativo ed il materiale di supporto;
  2. diffondere presso tutti i “portatori di interesse” verso l’ente il presente codice etico;
  3. fornire interpretazioni e chiarimenti che si rendessero necessari;
  4. verificare l’effettiva osservanza di questo codice etico;
  5. adottare provvedimenti rivolti a rimuovere eventuali infrazioni ed adeguate misure disciplinari;
  6. applicare misure disciplinari anche non in concomitanza a correlative azioni giudiziarie, qualora se ne siano

verificati i presupposti

Il presidente Piero Cattaneo

Approvato
Consiglio Amministrazione 6 Marzo 2011

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